Un ricordo positivo della mia infanzia è l’adozione da parte dei miei zii, che, benestanti e senza figli, mi hanno dato la possibilità di studiare fino alla laurea. Per i miei genitori è stato un grande sacrificio, ma avevano altri due figli e mezzi molto modesti. Io sono stata loro molto grata e orgogliosa di conservare anche il loro cognome.
Volevo fare l’archeologa, possibilmente in Egitto, o la direttrice d’orchestra. Mi sono invece laureata in scienze naturali e ho insegnato con molta soddisfazione.
Il periodo dai 40 ai 60 anni è stato di lavoro frenetico, 5 figli e l’insegnamento. Per fortuna intervallato da qualche bel viaggio.
L’allevare 5 figli e svolgere un’attività professionale è possibile a due condizioni: che madre e figli abbiano buona salute; una meticolosa e rigorosa organizzazione. Solo così si può procedere a svolgere una attività extra-familiare, nel mio caso l’insegnamento,soddisfacendo ad una Necessità di autorealizzazione difficile da conseguire nell’attività casalinga, a meno che non si abbia il carattere adatto, che non era il mio caso. Forse perché mi sono sposata a 29 anni, con una personalità ben definita, ho conservato anche la passione per la lettura e per l’ascolto della musica classica, relegate naturalmente in miracolosi minuti liberi. È stata una faticaccia, ma ne valeva la pena.
Sono contenta di come ho cresciuto i miei figli, ho avuto fortuna. Hanno tutte e tutti dei lavori di responsabilità da cui traggono successi e soddisfazioni. Ho con loro un ottimo rapporto. Uno, dopo il divorzio, vive con me; gli altri, pur vivendo lontani, mi vengono a trovare regolarmente.
A volte penso al passato, ma non ci dedico troppo tempo: sono troppo impegnata. Ho avuto momenti difficili attorno al mio quarantesimo e settantesimo anno di età. In questo periodo della mia vita mi dedico alla famiglia, ai viaggi, alla lettura, scrittura, arte. Utilizzo normalmente il computer. In questo momento sto leggendo le “VITE” del Vasari da cui sto traendo notizie “di prima mano” e a volte molto curiose da aggiungere al compendio dell’arte del 400 che ho scritto per uso famigliare, come promemoria quando andiamo a Firenze. I viaggi , un tempo di vasto raggio (California, Germania, Belgio, Francia, Spagna) ora sono limitati all’Italia, e con la figlia che mi accompagna ci rendiamo conto finalmente delle meraviglie che vi si trovano. Ogni anno partecipo a una settimana organizzata dall’Accademia dei Domenicani di Bologna;in luoghi suggestivi si possono ascoltare conferenze su argomenti letterari o musicali, questi ultimi integrati da esecuzioni da parte di valenti artisti. Non ho particolari progetti per il futuro, voglio godere di tutte le cose belle ed essere circondata di affetti veri. Per quanto riguarda la morte spero di arrivarci in “grazia di Dio” e quindi accettarla il meglio possibile. Ho avuto una vita faticosa ma ricca di soddisfazioni. I valori importanti della mia vita sono la famiglia, gli amici, la FEDE che dovrebbe essere la prima, ma è una conquista lunga.
Alle nuove generazioni suggerisco…
- di trovare un lavoro in cui si possono realizzare, tenendo conto, che se si cerca di far bene il proprio lavoro, se ne ricava sempre una qualche soddisfazione;
- essere, con l’aiuto di una religiosità vera, buoni e onesti e pazienti, ossia tutto quello che non porta al successo ma al benessere interiore sì.