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Solo a volte ricordo la mia infanzia, è il periodo dedicato alla mia esperienza politica e sindacale quello che ricordo con più piacere.

Se ripenso all’infanzia rivivo il periodo della guerra; l’aggressività degli interrogatori che i fascisti venivano a fare a casa mia e nelle case dei vicini. La prigionia di mio fratello, le deportazioni degli amici antifascisti e dei vicini di casa. Il terrore per il primo bombardamento che mi rese afasica per diversi giorni. La paura per mia madre staffetta partigiana.

L’orgoglio antifascista nella piccola comunità in cui sono cresciuta (Borgo S. Luca), la  determinazione delle lotte per le conquiste civili condotte da persone che stavano rischiando la vita e molti la vita l’hanno persa. La prigionia di mio fratello. Inoltre a casa mia aveva sede una cellula del Partito Comunista Italiano. Tutto questo è stato determinante nella scelta di seguire la professione di sindacalista e nella mia attività politica. Da ragazza volevo fare la maestra e per questo mi ero iscritta alla scuola magistrale, ma prevalse l’urgenza della lotta politica e per questo iniziai il mio volontariato nel Partito Comunista.

Erano comunque tempi difficili, le risorse economiche erano scarse e non era facile avere le risorse per realizzare i propri desideri. Questo non mi ha comunque impedito di realizzare le mie idee e i miei interessi in quanto l’attività nel partito e nel sindacato corrispondeva ai miei ideali. Il sostegno della mia famiglia d’origine prima e quello di mio marito dopo hanno rafforzato la mia scelta e compensato il fatto che nei primi anni di lavoro non guadagnavo nulla.

Mio fratello, diventato sindaco della città, fu per me un importante punto di riferimento. La mia famiglia è sempre stata importante, fino alla morte dei miei genitori erano compresenti tre generazioni, un vero esempio di democrazia, si superavano gli inevitabili conflitti con rispetto e dignità. Mia figlia poi decise di andare a vivere con il suo compagno e io e mio marito l’abbiamo aiutata comprandole una casa. Desideravo che mia figlia seguisse studi umanistici ma fin da molto piccola ha espresso la sua passione per il ballo e l’attività motoria. Abbiamo sostenuto la sua scelta e investito per la creazione di una polisportiva che oltre a dare a lei la possibilità di coltivare la sua passione diventò un luogo di aggregazione per i giovani del quartiere. Mia figlia si laureò in “attività motorie” (ISEF) e continua tutt’ora a seguire la danza come hobby e lavora come impiegata nella pubblica amministrazione. Ho dedicato a mia figlia tutto il tempo e le attenzioni di cui ero capace ma riconosco che i suoi punti di riferimento erano i nonni e il padre.
Un momento difficile della mia vita fu la malattia polmonare di mia figlia quando era bambina. Il medico mi accusò di non essere abbastanza presente e minacciò il ricovero di mia figlia in preventorio. In quel momento stavo seguendo complesse azioni sindacali che non potevo abbandonare. Tutti insieme decidemmo di spostarci per tre mesi nel luogo di cura sulle colline bolognesi. Con questa mediazione ho potuto concludere importanti lotte sindacali. Dai 40 ai 60 anni ho continuato con soddisfazione il lavoro nel sindacato e ho assisto mia madre che si era ammalata di patologia cardiovascolare. Mia madre nonostante la malattia si ostinava a fare la sarta per noi e fu un esempio di cura di sé e di rispetto per gli altri. Era faticoso pianificare la cura della famiglia e il lavoro, dormivo pochissimo. Fatica compensata dalla pienezza della mia esperienza politica. Ripenso volentieri alla mia vita passata. Godo ora dell’energia e della competenza che ho guadagnato in passato.

Il momento più difficile è stato senza dubbio quello del fascismo e della guerra. Le lotte di liberazione, il terrore per i bombardamenti che ci facevano trascorrere molto tempo nei rifugi. Ho visto portare via corpi di amici uccisi dai tedeschi. In questo periodo della mia vita faccio volontariato in diverse istituzioni: UDI, ANPI e ASL, vivo con un senso di continuità la mia vita. Il mio passato è prezioso e nutre il mio sguardo verso il futuro. Uso da tempo internet e la posta elettronica, strumenti che mi aiutano nella mia intensa attività di volontariato sociale. In questo momento sto lottando con il mio tumore al seno. Una esperienza capace di illuminarmi comunque il senso profondo di presente e futuro. Spero che la morte arrivi il più tardi possibile e sicuramente non voglio una vita artificiale. Sono molto grata della mia vita e l’onestà intellettuale, l’etica morale, la famiglia e la partecipazione attiva sono ancora per me i valori più importanti della vita. Immagino e spero che in futuro la società sia caratterizzata da forme di vera partecipazione attiva, che si indeboliscano gli egoismi individuali e si affermino i valori della convivenza civile.

Alle nuove generazioni consiglio …

 di avere maggiore comprensione  per il valore della responsabilità senza la quale non esistono diritti.