Il progetto europeo EWA – European Woman in Older Age –prevedeva la formazione di un gruppo di donne di cinquant’anni con l’obiettivo di individuare e intervistare altre donne di oltre settant’anni.
Il gruppo delle donne formato all’interno del Centro Documentazione Donna di Ferrara ha così avuto l’opportunità di confrontarsi circa il significato di coinvolgere donne ultra settantenni per ascoltare il racconto delle loro storie di vita.
Come base per l’intervista è stato utilizzato un questionario, riportato in appendice, predisposto dai vari gruppi partner del progetto a livello europeo.
Il questionario aveva lo scopo di far emergere le risorse umane, sociali ed ambientali che le donne hanno utilizzato, i modi per affrontare difficoltà come malattia, la perdita del partner o dei figli e gli ostacoli economici, le scelte professionali e sociali agite e come stanno affrontando la vecchiaia.
Ogni donna con un’età di oltre 70 anni ha vissuto il periodo più formativo del percorso di vita durante il fascismo e la guerra, ed è diventata adulta nel periodo della ricostruzione sociale. Si tratta di donne che hanno declinato la loro crescita in costante e concreta compresenza di vita e morte, contando sulla responsabilità individuale e sulla necessità della condivisione, che hanno scolpite nei corpi il significato profondo delle libertà individuali e dei diritti civili. Queste donne sono testimoni di un periodo fondamentale per la storia della democrazia italiana e potrebbero essere preziose per comprendere la contemporaneità, una “memoria” vivente come forza per rileggere il cambiamento antropologico delle nostre comunità. Una tale realtà avrebbe richiesto analisi approfondite dei contesti, la scelta di strumenti diversificati per il coinvolgimento delle donne anziane che comportavano tempi lunghi ed il sostegno di qualche consulenza. Per questo il gruppo di lavoro (coordinatrici del progetto e intervistatrici) ha scelto di analizzare l’individuale network relazionale per indicare quelle compagne anziane che sono state e/o sono riferimenti importanti e per questo motivo sono state intervistate anche donne non residenti sul territorio locale. Le donne ultra settantenni sono così le madri naturali e simboliche, le compagne di vita politica e lavorativa, le referenti per interessi culturali o artistici.
Le interviste così raccolte compongono un piccolo campione di donne indicate dalle componenti il gruppo di lavoro del CDD. Le donne intervistate ci hanno fatto “dono” del loro tempo e della loro disponibilità per un’opzione di fiducia verso le intervistatrici ed il CDD, informate del progetto europeo, consapevoli del limitato contributo che lo strumento utilizzato può consentire. Alcune donne intervistate desiderano rimanere nell’anonimato. Comunque, tutte le donne che sono state intervistate avranno la possibilità di leggere la sintesi del lavoro che via via viene dedicato al progetto europeo, ciascuna di loro potrà in questo modo rendersi conto della spendibilità dei contenuti emersi nelle relazioni interpersonali e nelle organizzazioni ove tutt’ora prestano il lavoro volontario. Infatti, la maggior parte delle interviste è stata realizzata nelle sedi di lavoro o di riferimento delle intervistate e questo testimonia come il forte sentimento di appartenenza alla vita sociale delle comunità sia sorretto da un buon livello di autonomia. Sia che trascorrano la maggior parte del proprio tempo dentro casa, che i loro spostamenti necessitino di aiuti da parte di altre persone e mezzi, che autonomamente scelgano tempi e modi per frequentare organizzazioni ed istituzioni di rappresentanza sociale, si tratta di donne che considerano la biografia personale come valore culturale.
I luoghi dove abbiamo raccolto le interviste:
8 – Centro Documentazione Donna di Ferrara
3 – mamme al loro domicilio
8 – Casa Internazionale della Donna di Trieste
5 – Centro di Promozione Sociale “Il quadrifoglio”
5 - Centro di Promozione Sociale “Acquedotto
3 – Gruppo Teatro Comunitario di Pontelagoscuro
6 – donne che hanno ricoperto importanti ruoli politici e sociali
(n. 1 presso il Sindacato, n.1 presso il Centro per le Famiglie, n.2 a domicilio, n.2 presso la sede dell’UDI)
Nota:
La pubblicazione è disponibile presso il Centro Documentazione Donna di Ferrara
