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(di Sonia Pappi)

Il gruppo di Ferrara è un gruppo molto eterogeneo:  ciò che importa non è l’età, o la religione, o il colore della pelle o idee contrastanti … ciò che conta è che siamo donne. Molte donne, unite non solo da interessi comuni, ma anche da un sentimento di amicizia. Questo legame si è rafforzato anche  durante le ore trascorse a lavorare sul progetto e negli incontri svoltisi nei diversi paesi partecipanti.

Il punto di partenza è stato ed è il Centro Documentazione Donna di Ferrara, una biblioteca interamente dedicata al genere femminile.  La biblioteca è molto attiva e organizza molte attività per le donne della città: eventi, presentazioni di libri, discussioni, conferenze, serate di divertimento, eventi di beneficenza, corsi. Il Centro ha inoltre creato, in collaborazione con il Comune di Ferrara, un corso di computer e nuove tecnologie per le donne oltre i cinquanta anni. Questa è stata un’occasione importante per coinvolgere le donne nel nuovo progetto EWA. Dopo aver esposto il progetto EWA, molte donne si sono subito offerte di partecipare, proponendo di intervistare amiche, colleghe, conoscenti, etc…  Si è venuta così a creare una rete di collaborazione che è giunta sino a Trieste, che dista da Ferrara più di 250 km.

Abbiamo organizzato anche incontri con varie organizzazioni della città, nelle quali sarebbe stato possibile incontrare donne interessanti da poter intervistare. I luoghi scelti erano il  Centro Documentazione Donna, Unione Donne in Italia, il Centro di Promozione Sociale “Il Quadrifoglio”, il Centro di Promozione Sociale “Acquedotto”,   il Gruppo del Teatro Comunitario di  Pontelagoscuro (Ferrara) e dei pensionati Cgil. Molte persone hanno lavorato sul progetto, più di quante potessimo pensare.

Dopo aver raccolto le interviste abbiamo tenuto alcuni incontri per leggerle e commentarle tutte insieme. Questi incontri si sono rivelati un’opportunità per condividere esperienze di vita di donne estranee al nostro gruppo. Tutte noi siamo rimaste colpite dalle esperienze di vita positive  di molte donne, il loro amore per la vita, la loro positività quotidiana, il loro interesse attivo verso cose nuove.

Le esperienze riportate nelle interviste sono state  una chiara lezione per tutto il gruppo, per le componenti di tutte le età, dalla più giovane alla meno giovane, senza distinzioni. Oltre al lavoro di raccolta di interviste, sono stati svolti anche  incontri di coordinamento del progetto, ai quali partecipavano tutti i Paesi partners. Questi si sono dimostrati essere non solo incontri di lavoro, ma anche esperienza di comunità,  di solidarietà tra donne. E ‘stato bello vedere come donne di diverse nazionalità, età e lingua si potessero capire anche solo con un sorriso, divertendosi  insieme tralasciando i limiti creati dalle differenze. Ci si è anche rese conto che molte donne intervistate hanno storie simili a donne provenienti da altri Paesi, riducendo così i limiti geografici e tenendo in considerazione solo il “semplice” fatto di essere donne, tralasciando tutto il resto.

Uno dei momenti più emozionanti per noi è stato l’incontro organizzato a Ferrara. E ‘stato bello mostrare agli altri gruppi il modo in cui lavoriamo, la nostra gente, le nostre tradizioni, il cibo, la nostra città, le nostre donne protagoniste.

Il progetto EWA è stato uno stimolo per il gruppo che ha intenzione di continuare a lavorare anche dopo il termine del progetto. Infatti l’esperienza acquisita attraverso il progetto EWA ci ha motivate  a continuare a lavorare e creare un sito web con recensioni di saggi, romanzi, biografie presenti nella nostra biblioteca e non, che trattano il tema dell’invecchiamento positivo.

Speriamo che tutto questo possa prendere piede, coinvolgendo sempre più persone per creare un gruppo ancora più grande e sensibilizzare le donne in età avanzata, perché l’invecchiamento non è una malattia ma una fase della vita che ci rende tutte  più preziose. L’età aggiunge valore a tutte le qualità che abbiamo sin dalla nascita e che si evolvono con il tempo.